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TUMORI in Pediatria : oltre 2.000 CASI OGNI ANNO IN ITALIA
IL MINISTRO BALDUZZI: IL PEDIATRA NON SI TOCCA e nessun incarico al medico di base di occuparsi dei ragazzini appena compiuti i sette anni' .
"Nessun addio al pediatra- ha spiegato il ministro per chiudere la polemica- e nessun incarico al medico di base di occuparsi dei ragazzini appena compiuti i sette anni. La pediatria e' una specializzazione strategica e tale deve restare".
I RISULTATI DELL‘ANALISI DELLA MORTALITÀ IN 44 SITI INQUINATI ITALIANI
"la mortalità osservata nei siti contaminati è risultata del 15% più elevata di quella media regionale per le cause di morte correlate al rischio ambientale"
Durante il 35° congresso annuale dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, sono stati presentati i risultati dello studio Sentieri, Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza, il Centro Europeo Ambiente e Salute OMS, il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio e l’Istituto di fisiologia clinica del CNR, nell’ambito del Programma Nazionale Strategico “Ambiente e Salute” promosso dal Ministero della Salute. Lo studio, durato cinque anni, ha analizzato il rischio per la salute della popolazione residente in 44 siti contaminati per i quali sono state avviate, in alcuni casi concluse e, comunque previste, le bonifiche ambientali. "Sentieri conferma i risultati di alcune precedenti indagini relative alla mortalità nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale", ha detto il prof. Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, "mostrando che lo stato di salute delle popolazioni residenti nei siti esaminati appare risentire di effetti avversi più marcati rispetto alle regioni di appartenenza. Deve essere tuttavia sottolineato il fatto che le cause di morte studiate, con rare eccezioni, riconoscono una molteplicità di fattori causali, peraltro non tutti noti". In particolare, "la mortalità osservata nei siti contaminati è risultata del 15% più elevata di quella media regionale per le cause di morte correlate al rischio ambientale", ha continuato Garaci, "ma sarebbe fuorviante e scientificamente poco valido affermare che ogni incremento della mortalità osservato possa essere attribuito all’inquinamento in uno specifico sito. Per questa ragione, in molti casi, gli elementi emersi dallo studio hanno condotto i ricercatori a formulare raccomandazioni per ulteriori studi di approfondimento".
I risultati della ricerca Sentieri saranno condivisi con i Ministeri della Salute e dell’Ambiente, le Regioni, le ASL le ARPA, i Comuni interessati, che sono i principali interlocutori e destinatari della ricerca. Per realizzare questo studio, infatti, è stato messo a punto un complesso sistema di analisi che tiene conto delle tate variabili che possono concorrere a causare una malattia. "La correlazione è certa però solo nel caso del mesotelioma pleurico da amianto Per le altre malattie l’ambiente è uno dei fattori che ha concorso all’insorgenza della patologia", ha spiegato Pietro Comba, direttore del Reparto di Epidemiologia Ambientale dell’Istituto Superiore di Sanità, rilevando che "lo studio ha mostrato un eccesso di mortalità complessivo di circa 1200 casi l’anno, particolarmente evidente nei siti inquinati dell’Italia Meridionale". Secondo lo studio, infatti, nei siti contaminati da amianto è stata osservata una mortalità per il tumore maligno della pleura (tipica lesione da amianto) di circa 400 casi in eccesso rispetto a quelli attesi, a conferma del rapporto causale certo tra l’agente inquinante e la patologia. Sono state esaminate globalmente sessantatré cause di morte nella popolazione residente, tenendo conto della letteratura scientifica internazionale e delle condizioni socio-economiche dei comuni in esame, mettendo a punto un metodo che tiene conto delle complessità e delle specificità ambientali "Nei poli petrolchimici si sono osservati eccessi di morte per tumore polmonare e per malattie respiratorie non tumorali. Per questo dato l’attribuzione alla contaminazione ambientale pur non essendo certa risulta probabile", ha spiegato ancora Comba, "sulla base della conoscenza degli specifici siti considerati sono stati inoltre individuati incrementi localizzati di mortalità per malformazioni congenite, malattie renali, malattie neurologiche e oncologiche riconducibili, sempre con criteri probabilistici, alle specifiche emissioni considerate. Altri dati significativi riguardano l’incremento di mortalità per linfomi non Hodgkin nei siti contaminati da PCB, mentre nei siti contaminati da piombo, mercurio e solventi organoclorurati è stato osservato un aumento delle malattie neurologiche". Un grado di approfondimento simile sul rischio per la salute all’esposizione ambientale è stato inoltre apprezzato anche a livello europeo.
"Questo studio ci ha consegnato uno strumento importantissimo per identificare le priorità sanitarie del risanamento ambientale, ed è molto significativo che questo progetto scientifico nasca da una strategia voluta dalle Istituzioni proprio a tutela della salute collettiva", ha affermato Loredana Musumeci, Direttore del Dipartimento ambiente e Connessa prevenzione primaria, rilevando che "il nostro studio è risultato così innovativo, e così scientificamente rilevante che, anche a livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ritenuto di adottare l’approccio metodologico da noi scelto per applicarlo a livello europeo. E’ la prima volta, infatti, che riusciamo ad avere una conoscenza sistematica a livello nazionale della mortalità connessa alle esposizioni ambientali nei siti inquinati italiani". Gli sviluppi di Sentieri, in parte avviati nell’ambito di un progetto CCM del Ministero della Salute, prevedono l’analisi dei ricoveri ospedalieri, dei dati provenienti dai Registri tumori e dai Registri malformazioni congenite nei siti inquinati, per considerare anche le malattie a bassa letalità.
La CIPe a nome di tutti i Pediatri Italiani ottiene la modifica dello Spot della VODAFONE
Il Garante della Concorrenza e del Mercato comunica l'esito del Ricorso presentato dal
Presidente Nazionale CIPe e di Federazione CIPe-SIMPeF - Dott. Francesco Azzaro
in data 20 ottobre la Direzione Generale per la tutela del consumatore a nome del Garante della concorrenza e del Mercato ha comunicato al nostro Presidente Nazionale , Dott. F. Azzaro che :
la societa' VODAFONE ha provveduto a modificare il messaggio pubblicitario segnalato ELIMINANDO LE IMMAGINI POTENZIALMENTE IDONEE A PORRE IN PERICOLO LA SICUREZZA DEI BAMBINI .
Grazie a tutti voi per la pressante richiesta fatta tramite il nostro forum alle autorita' competenti .
Si ringrazia il Presidente della SIP , Prof. Ugazio, per il sostegno alla nostra richiesta .
UNITI SI VINCE
in difesa del Bambino e dei suoi DIRITTI
Perquisizioni e sequestri nella sede dell'Enpam "Buco" da 400 milioni
Denunce su perdite legate a investimenti in derivati, titoli contenenti ampi margini di rischi
Perquisizioni e sequestri nella sede dell'Enpam (Istituto di assistenza previdenziale dei medici) sono state effettuate dagli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza su ordine dei magistrati della Procura di Roma. Un'iniziativa legata ad un'indagine per una presunta truffa che al momento non vede iscritti nel registro degli indagati.
A far scattare l'attività di indagine alcune denunce su perdite per circa 400 milioni di euro legate ad investimenti in derivati, titoli contenenti ampi margini di rischi. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato documenti nella sede dell'Enpam in via Torino e presso la Mangusta Risk, società di consulenza finanziaria interna della fondazione.
A disporre l'attività della Finanza è stato il pm Corrado Fasanelli, del pool reati finanziari guidato dal procuratore aggiunto Nello Rossi. Gli accertamenti sono partiti nello scorso giugno sulla base di un esposto presentato da componenti attuali, ed ex, del Cda di Enpam, nonché da presidenti di Ordini dei medici di Catania, Ferrara, Bologna e Latina nel quale si chiede di fare luce sulla trasparenza della gestione del patrimonio mobiliare dell'istituto.
Il ricorso alla magistratura è scaturito dalla discutibilità del profilo di gestione espressa dalla società di consulenza finanziaria Sri capital advisers, alla quale Enpam aveva affidato l'incarico di effettuare una "radiografia" del portafoglio del patrimonio mobiliare della fondazione. In particolare dal rapporto, già acquisito dalla magistratura, sarebbero emerse criticità in relazione alla mancata competizione nella selezione delle proposte di investimento delle banche e l'investimento di parte del patrimonio dell'ente, a partire dal 2006, in derivati Cdo (Collateralized Debt Obligations), giudicati molto rischiosi. Secondo il report di Sri, se i contratti Cdo venissero chiusi oggi la perdita per l'Enpam, che vanta un patrimonio di 7 miliardi di euro, sarebbe di 400 milioni di euro. In procura è stato sottolineato che, tuttavia, non sussistono pericoli di tenuta finanziaria dell'Ente. Negli esposti presentati nei mesi scorsi a piazzale Clodio si fa presente, inoltre, come la Sri sia stata in parte ostacolata nel suo lavoro di analisi del patrimonio mobiliare dell'Enpam, tanto da non avere potuto esaminare circa un terzo del portafoglio titoli dell'ente. E lo stesso ente ha fatto sapere, attraverso il vicepresidente dell'istituto, Alberto Oliveti, che «l'obiettivo è quello della massima trasparenza a maggior ragione in un momento in cui si stanno per chiedere sacrifici agli assistiti con la riforma delle pensioni dei medici» e che «nel malaugurato caso in cui dovessero essere riscontrate delle scorrettezze», l'Enpam «si costituirà parte civile».
«L'Enpam è parte offesa nella vicenda – afferma poi Gaetano Scalise, legale di riferimento dell'ente. L'indagine della Gdf non potrà che confermare la correttezza del presidente e del consiglio d'amministrazione e di tutti gli organi. L'Enpam si costituirà parte civile nei confronti di chiunque dovesse essere ritenuto responsabile delle condotte ipotizzate dal pubblico ministero»
Da il corriere della sera del 13 10 2011
POLIZZA MALATTIA PRIMI 30 GIORNI
Cosa assicuriamo:
Il rimborso di quanto pagato dal medico sostituito (Assicurato) al medico sostituto nei primi 30 giorni di sostituzione.
Durata del contratto
Il contratto scadrà il 31/12/2012.
La polizza decorrerà per ogni singolo Assicurato dal 1° giorno del mese successivo a quello di adesione e di pagamento del premio. Il premio pagato sarà quello relativo all’anno in corso e quindi sarà valido fino al 31/12/2011.
Persone assicurabili
I medici Pediatri iscritti alla C.I.Pe Confederazione Italiana Pediatri.
Premio annuale
Il premio annuo è di € 360,00 per le adesioni che perverranno entro il 15/05/2011.
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E’ possibile assicurare, con durata annuale e con polizza individuale, i pediatri non iscritti alla C.I.Pe Confederazione Italiana Pediatri. Il premio annuo in tal caso è di € 480,00.
Qual’è la compagnia assicuratrice: La compagnia è ERGO Assicurazioni. La casa madre tedesca , ERGO Versicherungsgruppe AG, è tra i maggiori gruppi assicurativi tedeschi ed è controllata, a sua volta, da Munich RE, uno dei maggiori riassicuratori mondiali. Con oltre 40 milioni di clienti è leader in Europa nei rami malattia e tutela giudiziaria.
Compila il modulo e riceverai informazioni dettagliate sulla Polizza{jform=1}
Se vuoi effettuare l'iscrizione alla C.I.Pe sotto allegato trovi il modulo da compilare. Modulo di Iscrizione alla C.I.Pe disponibile per il download cliccando QUI!COSA FARE IN CASO DI SINISTRO Per chi ha già effettuato la polizza malattia primi trenta giorni e necessita della documentazione per denunciare un sinistro la può trovare allegata al seguente link: Clicca qui per scaricare la modulistica. |
PEDIATRIA OSPEDALE E TERRITOTIO CONGRESSO 5-9 Marzo 2012
Aula Magna del Presidio Scolastico
Comunità Montana
MOENA (TN)
Cari Colleghi ,
si inoltra in allegato il Programma preliminare del Congresso di Pediatria che si terrà a Moena (TN) da Domenica 4 a Domenica 11 Marzo 2012.
MG Eventi e Consulenze srl
Via Sante Baseggio, 24
45100 Rovigo
tel. 0425 421231 fax 0425463039
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